SANT’ELIA A PIANISI (CB) m 666 s.l.m.

Pop.:1697 nel 2019; Sup. Kmq 68,25; Dens. 25. Patrono: Sant’Elia profeta.
Popolazione negli anni:fuochi: 148 nel 1532; 247 nel 1545; 272 nel 1561; 318 nel 1595; 270 nel 1648; 247 nel 1669; abitanti: 3284 nel 1795; 3871 nwl 1835; 4275 nel 1961; 4812 nel 1901; 4277 nel 1911; 4231 nel 1931; 4424 nel 1936; 4374 nel 1951; 3726 nel1961; 3060 nel 1971; 2695 nel 1981; 2520 nel 1991; 2279 nel 2001; 1910 nel 2011; 1670 nel 2018.
Origine e storia: Il paese si suppone che abbia preso il nome da qualche antico tempio religioso esistente, attorno al quale si sono si sono trasferiti gli abitanti della più antica Pianisi e di altri piccoli borghi sparsi nella zona, a causa sia del brigantaggio e delle incursioni di razziatori al seguito delle milizie spagnole.
A parte Pianisi, di cui la fondazione del castello risalirebbe all XI secolo, la più antica fonte dell’esistenza di S. Elia risale ai primi del XIV secolo , al 1306 , anno in cui ne era titolare Floresia de’ Trinci , seconda moglie di Amerigo de Sus.
Nel 1405 , titolare di S. Elia è Francesco Boccapianola, che è pure signore di Pietracatella.
Dal 1485 al 1556 il feudo appartiene alla famiglia di Capua ed ebbe gli stessi titolari di Riccia.
Nel 1556 Fabrizio di Capua vendette S. Elia a Felice de Gennaro , che a sua volta lo rivendette, poco dopo, ad Antonio Brancia. I Brancia erano la famiglia marchesale di Larino.
Ad Antonio Brancia successe il figlio Gianvincenzo che nel 1610 lo vendette a Marcantonio di Palma ed ebbe i seguenti titolari sia per S. Elia che per Monacilioni:
Ferrante, che successe a Marcantonio deceduto nel 1615, ottenne il titolo marchesale anche per Monacilioni; a lui successe il figlio Marcantonio, il quale vendette Monacilioni a Mendozza nel 1670; poi Francesco, deceduto in S.Elia il 15 luglio 1692 ed inumato nel convento dei Cappuccini; quindi Marcantonio, marito di Vittoria Capano,della quale si conserva il pregiato pallotto d’altare ricamato e custodito nella chiesa parrocchiale di S.Elia; poi ancora un Francesco, noto per essere stato scomunicato per le sue prepotenti esazioni ai danni dei beni di pertinenza della chiesa di S. Elia e del Seminario beneventano, vivente nel 1744, il quale riscattò Monacilioni dai di Pelma; Giuseppe che si ricorda per la Convenzione stipulata con l’università il 15 gennaio 1753 e la donazione del 4 giugno 1760 in favore del Convento dei Cappuccini; infine Maria Vittoria, ultima titolare morta posteriormente al 1806 ( anno dell’eversione della feudalità) e che aveva sposato uno dei Caracciolo duca di Gesso.
Pianisi, S. Pietro, Ficarola, Centocelle erano tutti feudi che sono divenuti contrade del Comune.
Notizie ecclesiastiche: S.Elia è stata sempre pertinenza della archidiocesi di Benevento sin dalla fondazione ed è passata alla diocesi di Campobasso-Bojano giusto il decreto n° 122 della S. Congregazione per i Vescovi del 21 gennaio 1983; ha una sola parrocchia intitolata a S.Elia profeta che ne è anche patrono del Comune. Le chiese sono:
Chiesa Madre di S. Elia profeta: La chiesa ha una fondazione più antica del XV sec, giacché la data incisa sull’architrave 1589 si riferisce al suo ampliamento e restauro ed è anche noto che nel 1565 essa già esisteva e godeva di una rendita di 4.000 ducati per decime che riscuoteva su 22.402 moggi di terreni. L’interno è a tre navate misura m22 di lunghezza m 16 di larghezza e m 16 di altezza. All’interno una tela di pittore fiammingo proveniente dalla chiesa di Torre Zeppa di Ripabottoni, trasferita nel 1720; il pregiatissimo pallotto ricamato dono di donna Vittoria di Palma, raffigurante la “Natività”; due statue lignee del ‘600 raffiguranti S. Giuseppe e la Vergine. All’esterno presenta la torre campanaria con cuspide.
S. Rocco: adiacente al palazzo baronale , restaurata nel 1902 è sede della Congrega del SS. Rosario.
S. Anna: edificata nel 1820 da Modestino de Iulio e Anna Colavita, consacrata nel 1824 dall’arcivescovo Bussi, è sede della Congregazione del SS. Sacramento.
S. Pietro: sulla strada per Centocelle, sulla destra andando, è l’edificio sacro più antico, fondato nell’XI secolo presso la sede di un feudatario longobardo, il quale poi ne fece donazione all’abate Vescovo di Montecorvino. Il card Rende, arcivescovo di Benevento, ripristinò il titolo badiale e la conferì all’arciprete di S. Elia. All’interno una bella acquasantiera antica e la statua di S. Pietro.
S Maria delle Grazie: edificata nel 1503 come ospedale dei pellegrini, intitolata alla Madonna dopo la pestilenza del XVI sec., nel 1690 finì in rovina e fu ricostruita ed ampliata con aggiunta di stanze. È di stile barocco.
Convento di S. Francesco: edificato nel 1607 su iniziativa della università e del marchese Brancia , con l’assenso dell’arcivescovo Arigonio, per ospitarvi i PP. Cappuccini. Mentre la tradizione locale vuole che sia stato edificato nel 1604 per volontà di Marcantonio di Palma, il quale avrebbe ottenuto il titolo ducale per questa benemerenza.
Il convento pertinente alla Provincia monastica di S. Angelo, fu incamerato dal Demanio e ceduto gratuitamente a un Orfanotrofio, il quale non venne in loco, per cui il comune lo concesse ai PP. Cappuccini.
In questo convento vi giunse S. Pio il 25 gennaio 1904 per compiere gli studi ginnasiali e liceali, restandovi per quattro anni.
Qui si spense pure la sera del 6 gennaio 1901 il Beato Servo di Dio Padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi
Altro: Una visita alle chiese è d’obbligo. Una visitina nella omonima contrada in cui sorgeva il castello di Pianisi, in questa zona sono stati ritrovati molti reperti tra cui una moneta con l’effigie dell’imperatore Lecapeno. Il castello sarebbe già esistente in epoca longobarda come è attestato nel Chronicon Volturnense di un diploma di papa Pasquale (817-824) in cui è nominato Pianisi e che sarebbe stata pertinenza dell’Abazia di S. Vincenzo al Volturno, il cui possesso è anche confermato da papa Marino (nel 944 e papa Nicola nel 1059) e nel giugno del 1008, quando il signore di Pianisi concesse un terreno al monastero di S. Pietro.
Gli scavi hanno messo in luce ampi tratti dei muri di costruzione del terrazzamento superiore, la grande torre cilindrica, che sovrastava l'abitato, dominando l'area circostante, nonché i resti della chiesa di S. Maria in Planisi. L'edificio, con grande abside e una possente torre campanaria, è costruito con bozze molto regolari prive di tracce di lavorazione.
La copertura, stando ai numerosi coppi trovati negli strati di crollo, doveva essere costituita da falde. Dall'edificio, che venne sconsacrato nel 1701 dall'arcivescovo di Benevento Vincenzo Maria Orsini, sono stati prelevati, a quanto sembra, il fonte battesimale oggi inglobato in una fontana pubblica a Sant'Elia a Pianisi e il rilievo duecentesco attualmente murato nella facciata della chiesa di S. Rocco.
Si disputa da alcuni anni il Palio delle contrade e a primavera si festeggia la Sagra della frittata.
La gastronomia è molto ricca, basti pensare che fino alla seconda metà del secolo scorso esistevano in Sant’Elia tre pastifici; sono tante le varietà di dolci che si costumano in loco a Pasqua, a Natale, a S. Giiuseppe.
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