SEPINO (CB) m 698 s.l.m.

Popol. 1845 nel 2019;Sup. 61,37 Kmq; Dens.30; protettore: Santa Cristina.
Popol. fuochi:384 nel 1532; 404 nel 1545; 418 nel 1561; 416 nel 1595; 400 nel 1648; 153 nel 1669; abitanti: 2595 nel 1739; 3338 nel 1780; 3413 nel 1795; 4710 nel 1835; 4969 nel 1861; 5148 nel 1881; 5648 nel 1901; 5422 nel 1911; 5116 nel 1931; 5166 nel 1936;4867 nel 1951; 3548 nel 1961; 2693 nel1971; 2419 nel 1981; 2309 nel 1991; 2177 nel2001;1985 nel 2011; 1818 nel 2018.
Origine e storia: L’origine di Sepino risale ai tempi dei Sanniti, di cui è stata un importante centro del Sannio Pentro. Espugnata dal console romano Papirio Cursore nel 294 a.C., il quale , dopo averla presa, la fece saccheggiare dalle sue truppe che compirono ogni sorta di barbarie ai danni della popolazione e del territorio, per punirla a causa della forte resistenza opposta alla sua invasione.
La Sepino sannita era ubicata più in basso della attuale e più in alto della romana Altilia, da cui dista un paio di chilometri.
In seguito la popolazione superstite di trasferì in Altilia, la quale ebbe un grande sviluppo, grazie anche alla sua posizione dominante rispetto alla principale via di comunicazione, dove si sviluppavano traffici commerciali e di bestie transumanti che dall’Abbruzzo si trasferiva alla Puglia e alla Campania meridionale.
A testimoniare la grandezza di Altilia restano i ruderi delle terme, del foro, dell’anfiteatro e una iscrizione lapidea sulla porta Bovianum.
Ad ingrossare la popolazione di quest’ultima contribuirono i soldati della tribù Voltinia, inviati da Augusto nel 692 di Roma ( nel 27 a.C. secondo il Mommsen).
Nel IX secolo fu saccheggiata dai Saraceni,come riferito da Paolo Diacono, distruzione avvenuta nell’anno 880.
Di Sepino, nel periodo feudale, abbiamo notizia di un atto di donazione dell’anno 1119, fatta da Roberto Conte di Bojano, dal quale risulta che era soggetta ai Conti di Bojano.
Nel periodo svevo appartenne alla casa comitale di Molise e precisamente a Ugo di Molise, conte di Sepino e di Bojano; Signoria che si protrasse per tutto il periodo di Carlo II d’Angiò.
Nel 1284 l’università era intestata a Clarizia di Molisio, consorte di Teobaldo di Baro, avendola avuta in dote.
Nel 1309, essendo Sepino incamerata al Demanio, il Re Roberto d’Angiò la concesse a Bartolomeo di Capua, la cui famiglia la tenne per circa 75 anni.
Nel 1386 Carlo III di Durazzo la concesse a Iacopo Cantelmo di Roccavivara, il quale se ne disfece nel 1399 per 6000 ducati, versati da Antonello di Sanfromondo, signore di Cerreto.
La regina Giovanna II confiscò Sepino al duca di Sora e la concesse a Luigi di Capua d’Altavilla, signore di Riccia e figlio di Andrea e della ex regina di Napoli Costanza di Chiaromonte.
I di Capua tennero Sepino fino al 1553, anno in cui Giovannella Orsini, vedova del principe Luigi e tutrice del figlio Giovanni, la vendette a Domizio Caracciolo, con patto di riscatto.
Ma Giovanni di Capua, divenuto maggiorenne, eseguì il riscatto e tornò in possesso del feudo e, poco dopo, vendette Sepino ed altre sue terre al suocero Scipione Carafa per 50.000 ducati. L’atto fu stipulato il 18 dicembre 1566.
La famiglia Carafa tenne la signoria su Sepino fino al 1680, quando alla morte di Francesco Carafa, successe a lui una figlia che era andata in moglie ad un cavaliere della Leonessa, che in seguito tenne Sepino fino alla eversione della feudalità, nel 1806.
Il titolo di Conte di Sepino durante il periodo preunitario era tenuto da Luigi Pignatelli della Leonessa Principe di Monteroduni.
Altre motizie- una volta Sepino aveva anche il Tiro a Segno Nazionale, la Pretura, il Carcere Mandamentale e il Monte Frumentario che era gestito dalla Congregazione di Carità..
Nel 1844, il 9 di ottobre Re Ferdinando I visita Sepino con una scorta di 5000 uomini, ospite del Sindaco e riparte nella notte per far visita a Campobasso.
Nel 1862, il 19 settembre, vengono assassinati a scopo di rapina gli sposi Luigi Stanislao Fusco di Frasso Telesino e Carolina Cinelli di Morrone del Sannio, appartenente ad una nota famiglia di possidenti, che viaggiavano in carrozza alla volta di Frasso. L’agguato avvenne sul ponte presso il fiume Tammaro. Del delitto ancora oggi se ne ricorda in Morrone.
Nel 1870 venne inaugurato il Convitto Ginnasiale “Angelo Catone” diretto da padre Luigi Mucci.
Notizie ecclesiastiche:Sepino appartiene alla diocesi di Bojano, ma anticamente fu sede di diocesi di cui si ricorda la partecipazione di suoi rappresentanti ai Concili degli anni 501 e 502; ma dopo il periodo longobardo Sepino è parte della diocesi di Bojano, nonostante che nel 2009 sia annoverata tra le sedi vescovili della chiesa cattolica, il cui vescovo attuale titolare è Gabriele Giordano Caccia, osservatore permanente presso le Nazioni Unite.
Dei suoi vescovi si ricordano soltanto Palladio, vissuto nel V secolo e Proculiano, vissuto agli inizi del VI secolo. S i pensa che molto prima dell’anno Mille la diocesi di Sepino fosse stata assorbita da quella di Boiano.
Il comune ha attualmente due parrocchie dedicate: a Santa Cristina e a S.Maria Assunta; una volta ne aveva quattro , le altre due erano dedicate a S. Lorenzo e a S. Stefano. Santa Cristina è pure la patrona del Comune e si festeggia due volte di cui una prima a gennaio nei giorni 9 e 10, ricorrenza della traslazione e l’altra il 23 e 24 luglio ricorrenza della sua morte.
Le chiese sono:
S.Cristina-ubicata a centro dell’abitato, presso la piazza principale, con titolo cattedrale. Nel 1739 venne elevata a Collegiata Insigne, officiata da 11 canonici, che indossano la cappa analoga a quella in uso alla Metropolitana di Napoli. Ha un campanile a cuspide piramidale, divisa al suo interno in tre navate di lunghezza m 29, larghezza m17 ed altezza m 10. La cupola del presbiterio è successiva, essendo stata edificata nel 1846.
Al suo interno vi sono statue e tele di cui: Madonna del riposo (copia della celebre opera di Giulio da Romano); S.Nicola di Bari di autore ignoto del XIX sec.; Santa Cristina che libera una donna dal demonio di autore ignoto: Madonna delle Grazie.
Inoltre molto apprezzabile è l’organo del 1742 opera di organisti molisani della famiglia D’Onofrio di Caccavone.
Interessantissima la Cripta di Santa Cristina , nella quale si accede da una scala in fondo alla chiesa e la cappella del Tesoro, al quale si accede da un portone in legno scolpito, sulla destra., dove una scritta ricorda che essa fu voluta dal Principe Carafa. All’interno si possono ammirare opere del campobassano Amedeo Trivisonno.
S.Lorenzo-.di antica edificazione, è a una sola navata, ha due cappelle laterali dedicate a S.Anna e S.Sebastiano. Negli anni ’70 del sec scorso fu abbellita con un bellissimo mosaico posto all’esterno, che raffigura il titolare. L’impiano è a croce greca e presenta un portale in stile gotico.
S.Maria Assunta- di antica edificazione, non si sa di preciso la data, ma una lapide indica la data del 1340 e un’altra con iscrizione “Jacobus Berardus hoc opus fieri f(ecit) anno 1519; poi un diploma in pergamena del 1416 contiene l’elenco dei beni dell’Assunta.
All’interno è ammirevole una colonna di granito che sorregge l’organo, proveniente da Altilia.
Santo Stefano-
Purgatorio- è sede dell’antica Confraternita del Carmine. Ha un bellissimo portale e all’interno delle parti affrescate.
S.Giuseppe- nei pressi della stazione ferroviaria, di proprietà privata.
Convento di S. Maria degli Angioli- edificato nel 1873 da Padre Anselmo da Sassinoro ed è un piccolo edificio con chiesetta ed un solo altare.
Convento della SS. Trinità- a breve distanza dall’abitato, appartiene ai Minori Osservanti e fu casa di noviziato fino al XVIII sec. Restaurato nel 1805 e nel 1867 fu chiuso per qualche anno, poi i religiosi tornarono e fu adibito a Liceo Ginnasio molto stimato all’epoca, in cui affluirono giovani delle migliori famiglie molisane, tra cui posso ricordare il poeta medico Raffaele Capriglione di s.Croce di Magliano. La chiesa è ad una sola nave e comprende più altari e una statua di Paolo Saverio Di Zinno raffigurante la Concezione.
L’oratorio è stato in passato molto attivo sia per la ricreazione dei giovani sia per la loro preparazione culturale e spirituale.
Altri interessi- Una visita nel centro storico è d’obbligo per ammirare palazzi con portali importanti ed altre opere.. Presso le Tre Fontane è possibile curare la calcolosi renale ed altri mali connessi. Una visita alla Sepino del IV sec a.C in località Terravecchia, dove si possono ammirare resti di mura megalitiche. Una passeggiata al Passo della Crocella e a Campitello di Sepino è rivitalizzante, a contatto diretto con la natura ricca di essenze e di fioriture eccezionali, dai quali luoghi l’occhio spazia su tutta la piana di Bojano e sui territori del beneventano e della Puglia.
La visita d’obbligo è ad Altilia, dove interessante oltre a tutti gli scavi, c’è il Museo che mostra anche reperti sannitici.
La gastronomia offre oltre a carni buone, formaggi caprini, vaccini e pecorini di ottima qualità. La ristorazione locale è buona.
Uomini illustri-
Lucio Nerazio Prisco-fu console e legato romano; giureconsulto famoso tanto da essere citato centosettanta volte nel Digesto.
Delle opere si ricordano: Regularum , Membranarum, Responsorum,
Lucio Nerazio Marcello- fratello di Lucio Nerazio Prisco, fu anch’egli console nel 103 d.C., fu anche Legato in Britannia, inviato da Traiano.
Caio Nerazio Proculo- condusse le truppe in Siria e fu anche Prefetto dell’Erario militare e console.
Lucio Nerazio Prisco junior- figlio dell’omonimo fu Console e Legato in Pannonia.
Angelo Catone- si distinse nelle scienze mediche, inoltre si interessò di filosofia, astrologia.
Vincenzo Tiberio- medico militare, considerato il primo scopritore delle muffe che hanno portato alla scoperta della penicillina. Per saperne di più, cliccare su questo sito in Personaggi intestatari di OO.PP. nella città di Campobasso. Oppure consultare Le Grandi Figure della Medicina Molisana di Italo Testa, Palladino Editore in Campobasso.Volendone sapere di più consultare su questo syesso sitocliccando su:
https://www.ugodugo.it/vincenzo-tiberio