SPINETE (CB)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Giovedì, 04 Giugno 2020 Scritto da ugo

 SPINETE (CB)  m 600 s.l.m.

spinete stemma

Pop.:1228 nel 2019; Sup. Kmq 17,87; Dens. 68,87. Patrono: San Giovanni Battista.

Popolazione negli anni: fuochi: 203 nel 1532;  230 nel 1545;  261 nel 1561;   236 nel 1595;  204 nel 1669;  abitanti: 1928 nel 1780;  2116 nel 1835;  1820 nel 1861; 1823 nel 1901;  1866 nel 1911; 1821 nel 1931;  2063 nel 1936;  2265 nel 1951; 1918 nel 1961; 1666 nel 1971;  1588 nel 1981; 1530 nel 1991; 1432 nel 2001; 1373 nel 2011; 1228 nel 2018.

Origuine e storia: Il nome trae origine dalla natura del terreno dominata dalla presenza di siepi spinose come rovi e prugnoli, per cui fin dall’ antichità è stata chiamata “Lespinete”.

Nel Catalogo Borrelliano  è riportato Spinete  feudo di Giuliano  di Castropignano .

Nel periodo svevo è appartenuto ai di Molise, che lo hanno perso  nel 1269 con l’avvento degli angioini, quando Spinete con Pettoranello e Cantalupo furono concessi  in feudo aTommaso Capuano detto Gattafosca.

Tommaso Gattafosca morì nel 1284 ed era stato marito di Margherita Sanfromondo dalla quale ha avuto due figli:  Antonello, premorto al padre e Martuccia.

Quindi alla morte di Tommaso il feudo passò a Martuccia che era sposata con  Filippo Sanfromondo col quale ebbe tre figli Niccolò, Antonello e Iacopo; morto Filippo, Martuccia passò a nuove nozze con  Carlo Pandone, da cui ebbe il figlio Francesco.

Quindi il feudo passò alla famiglia Sanfromondo.

La famiglia Sanfromondo perse il feudo nel 1467 e tornato a disposizione del Demanio, Ferrante I  lo assegnò in feudo a Matteo  Trossa, di Vinchiaturo.

Dopo pochi anni il feudo passò a Scipione Pandone  Conte di Venafro, la cui famiglia tenne il feudo fino al 1528, quando morì tragicamente Errico Pandone.

Nel 1528 il feudo fi assegnato  alla famiglia Gaetani

L’imperatore Carlo V concesse Spinete a Nicola Aniello Imperato, con il titolo marche sale,  in guiderdone  dei rilevanti servigi resi alle truppe.

Nicola Aniello Imperato ebbe in moglie  Carmosina Piscopo Alopo , nobildonna della famiglia iscritta al Seggio di Portanova. Morto Nicola Aniello gli successe il figlio Scipione  che vendette il feudo dopo pochi anni alla famiglia di Sangro, titolare Lucio, con patto di retrovendita.

Con diploma del 16 aprile 1617 da Madrid,  il feudo tornava alla titolarità di Francesco Imparato con il titolo di marchese, a cui successe Nicola che fu Presidente del Consiglio Generale del Molise nel 1829. Essendo estinta la feudalità in virtù della legge del 1806, Nicola fu l’ultimo titolare di Spinete.

Notizie ecclesiastiche:  Spinete  fa parte della diocesi di Bojano, ha due parrocchie  dedicate  rispettivamente a S. Maria Assunta e a S. Pietro Apostolo ; il patrono del Comune  è S. Giovanni Battista. Le chiese sono:

S. Maria Assunta: arcipretale  di antichissima fondazione (1241), è contigua al palazzo marchesale ed è a tre navate, delle quali la centrale è più lunga e misura m25, le altre misurano m 20, la larghezza è di m15 e l’altezza  centrale è di m 10. Il Coro e la sagrestia vennero costruiti nel 1830.

 

S. Pietro apostolo:sede della parrocchia omonima è ad una sola navata.

 

S. Rocco: è ubicata nella parte più alta del paese ed è ad una sola navata.

 

S. Giovanni: ad un chilometro dal centro abitato è composta di una sola navata ed ospita una statua del Patrono del paese. Molta devozione c’è per questa chiesa e  intorno ad essa circola una simpatica leggenda.

Altro: In località  Masseria Strada Vecchia sono stati trovati numerosi reperti che fanno pensare che il luogo fosse abitato in epoca romana.

Un monumento importante è il Palazzo Marchesale di epoca normanna, che conserva ancora molte testimonianze  dell’antico splendore, tra cui una selce con su scolpita una Sirena con due code, la corte interna, il loggiato.

Ottimi i latticini e piatti al tartufo.

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