VASTOGIRARDI (IS)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Giovedì, 04 Giugno 2020 Scritto da ugo

VASTOGIRARDI (IS)  m 1200 s.l.m.

vastogirardi stemma

Pop.: 679 nel 2019; Sup. Kmq 60,71; Dens. 11. Patrono: S. Nicola di Bari.

Popolazione negli anni:fuochi: 108 nel 1532; 125 nel 1545; 149 nel 1561; 258 nel 1608; 88 nel 1669; abitanti: 886 nel 1780; 1441 nel 1835; 1927 nel 1861; 2523 nel 1881; 2616 nel 1901; 2707 nel 1911; 2055 nel 1931; 2122 nel 1936; 2249 nel 1951; 1928 nel 1961; 1348 nel 1971; 1050 nel 1981; 864 nel 1991; 798 ne 2001; 728 nel 2011; 661 nel 2018.

Origine e storia: "Castrum Girardi” è detta nel XIII secolo e nel XIV secolo è detta “ Rocca Girardi” ; è detta ancora  “Guardia Giraldo “ e “Guardia Girardo” e solo nel XVIII secolo è chiamata Vastogirardi.

Quindi il suo nome  è legato alle parole Vasto e Castrum o  castello che hanno significato l’uno di roccia o rocca e l’altro di guardia o difesa, mentre  Girardi è il nome di uno dei primi abitanti del luogo, che , secondo una credenza popolare sarebbe  il nome di un crociato, che passandovi si fermò in loco, come potrebbe anche essere il nome del primo titolare del feudo.

Presso le sorgenti del fiume Trigno,  sono venuti alla luce i ruderi di un tempio italico dedicato probabilmente a Ercole, come ne esistevano altri lungo le piste tratturali. Il tempio risalirebbe al II secolo a.C.

Nel periodo angioino  il feudo è possesso di Raimondo di Maleto, però quando Carlo I  discese e indisse la rassegna dei diplomi per verificarne la legalità del possesso, questi non si presentò, per cui venne decaduto dal godimento del possesso.

Quindi il feudo passò in concessione ai Cantelmo, famiglia comitale di Popoli.

Suo primo titolare fi Restaimo, a cui successe il figlio Giacomo Cantelmo, il quale vendette il feudo a Corrado Acquaviva  nel 1310 e questi tenne il feudo per un ventennio, poiché in seguito tornò ai Cantelmo, per diritto di retrovendita.

Giovanni Cantelmo, figlio di Giacomo,  risulta titolare nel 1335.

Nel 1384 l’università di Vastogirardi risulta  incamerata al demanio e la regina Margherita di Durazzo la concesse ad Andrea Carafa di Forli.

Dal 1404 al 1415 Vastogirardi è intestata ai Mormile che nel 1430 ne persero il diritto per vendita o per altri motivi, essendo il feudo in possesso di Antonio Caldora, signore di Carpinone, che in seguito ne fu privato per fellonia, nel 1442.

Candido Gonzaga asserisce che in questo periodo Vastogirardi è in possesso della famiglia d’Aquino (?).

Nella prima metà del XVI secolo Vastogirardi divenne feudo dei d’Avalos, marchesi di Pescara, i quali vendettero Vastogirardi, nel 1559, a Fabio d’Afflitto, Conte di Trivento, il quale  una ventina d’anni dopo  rivendette il feudo a Giovan Leonardo Petra.

Di questa famiglia Vastogirardi ebbe i seguenti titolari:

Giovan Leonardo, acquirente; Prospero, sposato con Giulia d’Evoli dei Conti di Trivento,  con la quale ebbe i figli Vincenzo e Francesco. Prospero morì nel 1622.

Vincenzo, che ebbe per moglie Settimia Filonardi ed ebbe molti figli. Vincenzo morì nel 1659 e poco prima aveva comprato Caccavone;

A Vincenzo successe il figlio primogenito Prospero, il quale rifiutò beni e titoli  per abbracciare la vita monastica nei benedettini, cedendo al fratello germano Carlo il diritto di successione.

Carlo sposò  Cecilia Pepe, figlia  di Orazio Presidente della R. Camera  della Sommaria ed ebbe diversi figli, tra i quali Domenico e Vincenzo, quest’ultimo abbracciò la vita religiosa e fu cardinale dal 1724.

Quindi Domenico Petra successe al padre.

Nella seconda metà del secolo XVIII titolare è Nicola Petra, il quale vendette il feudo  ai D’Alessandro di Pescolanciano, che furono titolari di Vastogirardi fino all’entrata in vigore della legge sulla eversione della feudalità.

La famiglia Petra ha avuto il merito  di decorare il palazzo baronale, loro residenza estiva. Sul portale d’ingresso  è murata una lapide che ne ricorda i meriti. Questa famiglia conservò pure i titoli nobiliari su Vastogirardi e Caccavone e fece affrescare anche la chiesa di S. Nicola.

Ex Feudi:

Monte Miglio, a confine con Montedimezzo, era un feudo diviso in  24 parcelle intestate alla badia  di Montecassino. Un tempo era abitato; qui c’è la chiesa di S. Giovanni, un gioiello di architettura rupestre..

Montedimezzo, anticamente era un feudo abitato e  Carlo I ne fece dono a Oddone di Pettorano. Poi fu feudo dei Carafa Conti di Forli. In seguito ebbe molti altri titolari tra i quali  Pietro di Toledo,  Giulio di Capo, Domenicantonio Marchesano,

Attualmente è proprietà dello Stato ed è tenuto dal Corpo Forestale; qui  si può visitare il Museo.

 Cerreto, è una frazione del Comune e ha una sua chiesetta  dedicata a S. Felice.

Pagliarone,. A circa 5 km dal paese, ha una sua chiesa.

 Notizie ecclesiastiche: Vastogirardi è pertinente alla diocesi di Trivento, consta di una sola parrocchia intitolata a S. Nicola di Bari, il quale è anche  patrono del Comune, la cui festa si celebra il 6 dicembre; comprotettore  è S. Camillo che si festeggia  il 16 luglio. Le chiese sono:

S. Nicola di Bari, edificata intorno al XV secolo e restaurata nel 1702 e consacrata nel 1725 da mons. Mariconda, all’ingresso una lapide ne ricorda l’evento. 

La chiesa ubicata presso il castello è ad una sola nave, conserva un fine ostensorio in argento; l’organo di maestri di Caccavone (Poggio Sannita) e all’interno ancora si può notare la “ segreta”, una finestrella che dagli appartamenti signorili si può assistere alle funzioni religiose o semplicemente spiare all’interno della chiesa.  All’interno contiene pure degli affreschi ordinati dalla famiglia Petra. Nella chiesa riposano  i resti di Giovan Leonardo Petra e di sua moglie.

S. Maria delle Grazie, fondata nel XVIII secolo.

S. Rocco, edificata nel 1702.

S. Maria del Suffragio, si ignora l’anno di fondazione , è una cappella.

Altro: A Vastogirardi è molto interessante il Castello. La Chiesa di S. Nicola che è nei suoi pressi e tutto il centro storico e il Palazzo Selvaggi- Scocchera.

Diverse manifestazioni richiamano  i visitatori, tra le quali quella del “Volo dell’Angelo, che si  realizza nei primi giorni di luglio durante la festività di S. Maria delle Grazie.

Durante l’anno si organizzano Sagre e passeggiate ecologiche.

La gastronomia offre latticini freschi e stagionati, piatti di paste fatte in casa e condite con sughi a base di agnello, arrosti di agnello e capretto, mozzarella arrostita, piatti a base di funghi e tartufi.

Tutto l’agro offre vedute amene e passeggiate immerse nella natura. In località S. Angelo si può visitare il sito archeologico dove  sono i ruderi di un tempio del II secolo a. C. dedicato a Ercole.

               IN ELABORAZIONE

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