VINCHIATURO (CB)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Giovedì, 04 Giugno 2020 Scritto da ugo

VINCHIATURO (CB)  m  620 s.l.m.

vinchiaturo stemma

fotoPop.: 3311 nel 2019; Sup. Kmq 35,48; Dens. 93. Patrono: San Bernardino da Siena.

Posto tra il Biferno e il Tamaro, a 16 Km da Campobaso, geograficamente importante il passo di Vinchiaturo (m554 s.l.m.    

Popolazione negli anni:: fuochi; 175 nel 1532;204 nel 1545; 200 nel 1561;227 nel 1595; 172 nel 1648; 194 nel 1669; abitanti: 2988 nel 1780;3072 nel 1795; 3361 nel 1835; 3629 nel 1861; 4080 nel1881;  4110 nel 1901;4786 nel 1911; 4046 nel 1931; 4092 nel 1936; 4177 nel 1951; 2979 nel 1961; 2780  nel 2001; 3238 nel 2011; 3317 nel 2018.

Da questo si deduce che nonostante lo sviluppo  edilizio degli ultimi anni il numero di abitanti è diminuito.

Origine del nome: “Vincla-turu-m”, poi “Vincla-torio”, dall’etimo “vincla

, cioè vincolo , ci dice che trattasi di una località destinata al confino, cioè alla limitazione della libertà, fin dai tempi antichi. Ai tempi dei romani esisteva il Vincla catenis (carcere con catene), poi dalla fusione  degli etimi vincula e catenis  arriviamo a Vincla teni, quindi Vincla torio ed infine Vinchiaturo.

(Forse non è un caso che Vinchiaturo durante il periodo fascista ospitò anche un locale in cui furono confinati ebrei italiani e polacchi e contestatori antifascisti.)

 

Notizie storiche:  Un primo documento  dice che  nel sec. XI Ugo di Molisio, Conte di Bojano, avendo costruito la cattedrale  di Bojano, volle dotarla  del feudo di  S. Pietro di Vinchiaturo.. Quindi Vinchiaturo era terra dei Conti di  Molise e nella stessa condizione permane  ai tempi dei normanni e degli svevi. Mentre nel 1449 Alfonso I concesse Vinchiaturo ai fratelli  Sanfromondo. Nel 1447 l’università fu data in feudo a Matteo Trossa , come riferisce il Masciotta

Nella metà del XVI sec. Vinchiaturo appartenne alla famiglia Senescalco o Siniscalco di  Capua, di cui uno dei titolari,  Camillo, se ne disfece per 5200 ducati a favore  di Federico Longo.

La famiglia Longo venuta a seguito dei normanni si fermò in Napoli, i cui discendenti con il titolo di Marchese di Vinchiaturo  li troviamo fino al 1810 (Vincenzo).  Il titolo fu portato alla discendenza fino alla metà del XIX sec.

Nel 1805 a causa del tremendo terremoto di Sant’Anna, 26 luglio, Vinchiaturo ebbe 505 vittime, mentre 214 furono i feriti.

Il 2 luglio del 1882, con l’apertura del tronco ferroviario Vinchiaturo- Benevento, fu inaugurata la sua Stazione. Mentre nel successivo 1883 fu inaugurata la tratta Vinchiaturo- Baranello.

La sua vetustà è attestata da un gran numero di lapidi rinvenute in più parti del suo territorio, come ci riferisce il Galanti, prova ne sia anche il Cippo Funerario ubicato nella villetta  posta nella grande piazza antistante il Comune, nel Parco della Rimembranza, nei pressi della  stupenda Fontana dei Leoni (progettata da Ing. Pasquale Pistilli edificata nel 1893) e del monumento all’Emigrante (1985) ( disegnata da  Umberto taccola e donata dall’Associazione dei Vinchiaturesi in Canada).

Il Comune, siede in un magnifico palazzo, dispone anche di un Museo Civico delle Migrazioni a cui vi si accede per appuntamento.

Inoltre  presso il Municipio si può ammirare la Croce viaria posta nel 1923.

Notizie ecclesiastiche:  Vinchiaturo appartiene alla Diocesi di Bojano -Campobasso fin dai primissimi tempi e comprendeva due parrocchie: ora ce n’è una soltanto,  quella della Santa Croce.

Chiesa Madre dedicata alla Santa Croce., parrocchiale. Costruita a tre navate, lunga m23x m14 e alta 20, con un bellissimo campanile a quattro piani, di  cui il primo a pianta quadrata, gli altri a pianta ottagonale.

Non si conosce l’anno preciso di costruzione, però è molto datata. Restaurata agli inizi del XVIII secolo (1840), si legge in una lapide riconsacrata dal vescovo Francesco Baccari (capracottese) vescovo di Telese negli anni 1722-36 ed è sede della Confraternita della Santa Croce.

All’esterno un magnifico Crocefisso in pietra del XIII secolo. L’interno è diviso in tre navate con numerosi arredi, di cui l’altare  maggiore  tutto in marmi pregiati ed un coro ligneo del 1760 con 13 pannelli raffiguranti Cristo e i tredici apostoli, opera dell’artista oratinese Ciriaco Brunetti.

Uno splendido sarcofago in marmi pregiati che accoglie i resti del nobile Luiigi Iacampo e di sua moglie Anna Teresa Guglielmi.

Si possono ammirare due statue  provenienti dal soppresso convento di Santa Lucia ed alcuni dipinti. All'interno  vi è un organo della metà del '700, opera dell'organista agnonese Giuseppe Diamante Mascia.

S.Bernardino da Siena. Costruita ad una sola navata con due vaste cappelle laterali dedicate, una a S. Francesco d’Assisi e altra a S. Michele Arcangelo, risalente al XVI sec le cui statue provengono dal soppresso convento di Santa Lucia tenuto dai Frati osservanti , convento soppresso nel 1809., Danneggiata dal terremoto del 1805, venne restaurata nel 1849, ed è  sede della Confraternita dei SS. Bernardino e Gaetano.

Ad una sola navata, molto bella ed accogliente, è arricchita di splendide statue provenienti dal soppresso convento di Santa Lucia  e pitture e affreschi dell’artista capracottese, ma campobassano di adozione Leo Paglione.

Antiche sono le due acquasantiere poste all’ingresso. Pregevoli le colonne in legno che sorreggono il Coro e le 15 formelle  rappresentante la Vergine e i Misteri del Rosario..

La chiesa è dedicata a San Bernardino da Siena, poiché, secondo una leggenda, transitando il Santo per il paese, nel suo viaggio verso l’Aquila, ( si vuole che abbia pernottato nel Convento di santa Lucia), miracolò una ragazza finita sotto le macerie provocate dal terremoto e pare che il Santo abbia espresso per bocca di  codesta il desiderio di voler essere nominato protettore del paese.

Cappella del Purgatorio, ad una nave edificata anch’essa nel 1793., interessante il suo portale lapideo proveniente dall’ antico monastero di Santa Lucia dei Minori Osservanti  (XVI sec)  soppresso dopo il 1809, in  perfetto stile barocco,.  Al momento è chiusa per riparazioni, è abbellita da una tela  d’altare  settecentesca di grande dimensione rappresentante il Redentore in atto di liberare le anime del purgatorio, attribuita al pittore campobassano Japoce.

S. Maria delle Macchie ( già delle Fratte). A pochi chilometri dal centro abitato, verso località Le Cupolette, nei pressi del Cimitero cittadino, c’è il santuario di Santa Maria delle Macchie, edificata nel sec XVI presso le rovine di un antico convento dei Carmelitani Scalzi, di cui esiste ancora l’edificio. All’interno si possono ammirare affreschi del pittore capracottese, Leo Paglione e una statua della Vergine risalente al XIV sec.

 Il santuario è meta di pellegrinaggi. Si festeggia la prima domenica di settembre con numerosa affluenza di pellegrini. E’ ad una sola navata, arricchita di numerosi oggetti votivi e di un piccolo tesoro.

Cappella di S.Maria in contrada Monteverde, (XI sec, fu consacrata nell’anno 1022), in cui il giorno di ferragosto, confluiscono devoti e cittadini di Vinchiaturo e di Mirabello Sannitico per festeggiare insieme la  Madonna dell’Assunta.

La cappella , come si è detto, sorge sul sito del vecchio monastero benedettino e, nella sua edificazione, è stato utilizzato anche materiale del vecchio monastero, che, peraltro, è stato lasciato all’incuria, ma che meriterebbe una sistemazione diversa, sia per la sua antica bellezza, sia per la sua posizione, a 1000 metri s.l.m., dominante l’intera vallata di Guardiaregia con vista sia verso Bojano, sia verso Sepino e tutta immersa nel verde, offre al visitatore  una stupenda aria di pace.

Il monastero di Santa Maria, di cui restano in piedi  l’abside e alcuni muri fu fondato nell’anno 689 dal monaco benedettino  Dauferio, proveniente dal monastero di S. Pietro Avellana, scegliendo una bellissima area nei pressi dell’antico insediamento sannitico di Ruffinium. La costruzione fu ultimata nel 1022 e in esso operava un laboratorio per la lavorazione della pietra.

Un terremoto agli inizi del XIV secolo danneggiò la zona, lasciando intatta la chiesa ed alcune case di pastori , ma successivamente, il terremoto  del 1456 fece in modo che il monastero fosse abbandonato e  gli abitanti si spostassero in parte nella vicina Vinchiaturo e in parte a Mirabello Sannitico. Ecco perché le popolazioni dei due paesi limitrofi si danno appuntamento nel giorno dell’Assunta, per onorare la Madonna con molta devozione..

Per memoria devo ricordare il Convento di Santa Lucia ( attualmente di proprietà privata e abitato) che sorge su di un colle  all’ingresso del paese per chi proviene da Campobasso. Esso appartenne ai  frati Minori Osservanti fino al 1809 ed abbandonato dopo la soppressione con i decreti del 1811. Costruito agli inizi del XVI sec,, ( alcuni sostengono su altro di minime dimensioni del XII sec.) Qui si vuole che abbia soggiornato San Bernardino da Siena nel suo viaggio verso l’Aquila. Il convento era ben arredato e parte  dei suoi preziosi arredi ( statue ed altri manufatti)  sono finiti nelle altre chiese di Vinchiaturo e non solo.

Tra le tradizioni è da ricordare il gioco detto “ della pezza di cacio” o della “ ruzzola” che si fa nel periodo di carnevale, che consiste in una gara all’aperto, per le vie del paese, in cui,  persone o squadre diverse si fronteggiano facendo rotolare una pezza di formaggio per le strade. Solitamente si stabilisce  un percorso dove ogni giocatore, a turno, aiutato da una cordicella lancia la pezza di formaggio, mandandola più lontano possibile. Vince la forma di formaggio il giocatore, o la squadra che compie il percorso con minor numero di tiri o arriva primo al traguardo,  Infine si festeggia con cibarie e bevande varie. Questo gioco è antichissimo, risale ai tempi dei popoli italici, Sanniti, Etruschi, Greci e Romani e veniva fatto principalmente dai pastori. Le forme di formaggio possono essere di qualsiasi peso, a volte anche  molto grandi.

Tra i piatti tipici si ricorda la lessata di cereali o legumi, detta ri sciusce;  la pantoccia sfritta, pasta di casa condita con pancetta sfritta. Inoltre, tutte le domeniche matttine si costuma in alcuni locali il baccalà in pastella fritto.

Molti palazzi gentilizi sono presenti, si segnalano per importanza storica il vecchio Convento, il palazzo Jacampo, la Casa dell’Infanzia, uno dei primissimi asili infantili della regione, avente una bellissima costruzione dedicata al suo fondatore Padre Ernesto D’Aquila.

In un vecchio caseggiato del centro storico, ai tempi del fascismo furono confinati dissidenti politici ed ebrei.

Da ammirare oltre tutte le chiese ben arredate, la fontana dei Leoni; la Croce Viaria; il Monumento all’Emigrante.

Galleria foto:

antica-fontana-cimitero-
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asilo-infantile-DAquila
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c appella-purgatorio-portale
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chiesa-cimitero-facciata
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chiesa-cimitero-part-campani•le
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Chiesa-madre-fiancata
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cippofunerario-Romano
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Convent-s-lucia-insieme
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Croce-viaria
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Croce-Viaria-particol
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ex-luogo-confino-fascista
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ex.Convento-part-4
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Font-Leon1
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fontana dei leoni particolare
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Fontana-Leon2
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la-pezza-di-cacio-gioco
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La-scuola-2
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lapide-porta-santa
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luogo-confino-maschile
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Monumento-ai-Caduti2
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Monumento-Emigrente1
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Municipio
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paazzo-gentilizio
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palazzo-dello-sport3
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palazzo-Jacampo
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Parcgioco1
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piazza-mmonum-emigrante
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piazzetta-presso-casa-per-confinati
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Reperto-RomanI-IIsec-d.C.
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Ruzzola-gioco-immag1
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ruzzola-partecipanti-gioco
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ruzzola-tiro-della-pezza-di-cacio-
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s-bernardino-acquasantiera
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S.Bernardinino-part-6
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S.Bernardino-Altare-maggiore
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