Agrifoglio (Ilex Aquifolium) Famiglia:Aquifoliacee. Detto: Pungitopo maggiore o Alloro spinoso.

agrifoglio bDescrizione: La pianta è un alberello o un arbusto che può raggiungere anche i 10 metri d’altezza, ha corteccia grigia, foglie verdi lucide e fornite di spine ai margini, fiori bianchi e frutti a bacca rossa.

Se ne fa uso per abbellire i presepi e le case nel perodo natalizio, usanza questa che proviene dall’Antica Roma, nella quale ,nei giorni dedicati alla festa del dio Mitra (dal 19 al 25 dicembre) si usava addobbare le ca se e regalare alle persone di rispetto perché si riteneva che scacciasse i demoni e portasse fortuna; in seguito anche i cristiani se ne servirono per il Natale in quanto ricordava la foglia la corona di spine imposta a Gesù e le bacche ricordavano il sangue versato.

L’agrifoglio è usato in medicina, ma è stato quasi abbandonato dalla fitoterapia per il contenuto di ilicina, sostanza molto tossica per gli umani.

Parti usate: foglie, corteccia.

Curiosità:Dioscoride ci ricorda pure:”…Mettonsi le foglie per proibire che i topi non mangino le carni secche, salata, attorno alle funi, a cui si suole appiccare al palco.”, ancora “Vale lo decottione delle radici per mollificare le giunture indurite per dislocazione, imperocché risolve, mollifica le durezze, l’enfiagioni, ristaura la rottura dell’ossa…”. Il Mattioli ci ricorda che a Firenze “…i preti al tempo delle feste ne ornano il verno le chiese loro…” . Plinio scrive che “ piantato l’Agrifoglio nelle ville, o tenuto in casa, assicura dal fascino, dall’incantesimi…”: e ci fa sapere pure che :” Il fiore, come scrive Pitagora, fa congelare l’acqua lasciandosi dentro qualche giorno”.

Per chi volesse usare i prodotti curativi a base di agrifoglio si consiglia di acquistare la tintura in erboristeria, la quale è efficace come antireumatico (20 o 30 gocce in mezzo bicchiere d’acqua)..

Come febbrifugo si prepara in casa un vino di agrifoglio, nel seguente modo: 10 gr di foglie secche poste a macero in 50 gr di alcool a 60° per 2 giorni, si allunga poi con 1 litro di vino bianco, dopo ancora 2 o 3 giorni si filtra e si conserva per l’uso, si beve a bicchierini durante il giorno (3 o 4 bicchierini).

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

 

 

Aloe vera ( Aloe vulgaris) Famiglia Aloeacee ma anche Gigliacee, per cui è detta anche Giglio del deserto .

 

aloe3Descrizione:Pianta carnosa perenne, alta fino a un metro, foglie carnose e spinose disposte a ciuffo lunghe da 40 a 60 centimetri, lanceolate con apice acuto, aventi cuticola spessa. Fiori a scapo che si innalza al centro delle foglie, costituito da infiorescenza a racemo di colore giallo o rosso. I frutti sono costituiti da una capsula.aloaloe - fiore

L’uso dell’aloe in medicina è molto antico e risale a circa 2000 anni prima di Cristo, infatti in Iraq, presso Bagdad, dove era ubicata l’antica città mesopotamica di Nippur è stata ritrovata una tavoletta che ne testimonia l’uso; Dioscoride, medico greco, ne consigliava l’uso sia per togliere i vermi dal corpo, sia per acuire sentimenti ed intelletto; ma anche per abbassare la febbre, per togliere il mal di testa lo consigliava “unto alla tempia” ed altri usi ancora.

Parte usata: Il succo condensato e essiccato.

L’aloe contiene:glucomannoni. Antrachinoni, Sali minerali (selenio,manganese, calcio, ferro, magnesio, zinco), vitamine B,C,E, aminoacidi organici, fosfolipidi, enzimi, lignine e saponine.

Proprietà: cicatrizzante e rigenerante dell’epitelio su ferite; antinfiammatorie, antipiretico, fungicida, emostatico, disintossicante, antitumorali (A. arborescens), purgativo.

È contrindicato per: affezioni uterine, gravidanza, emorragie varie, prostatite, cistite, dissenteria, coliti, congestioni viscerali, ai bambini.

Poiché contiene un principio amaro l’aloe-emodina detta pure aloina, di spiccato potere eupeptico, cicatrizzante, emmenagogo produce congestioni di visceri pelvici ed è controindicato alle gestanti, poiché potrebbe provocare l’aborto, e ai sofferenti di calcolosi cistiti e ai sofferenti di ritenzone urinaria.

Per tinture, pillole e grani è consigliabile acquistarle in farmacia o in erboristeria, comunque sempre su consiglio medico.

Come preparare L’Elisir di lunga vita già consigliato da Dioscoride e riportato dal Mattioli nei Discorsi…:

In un litro di alcool a 40° mettere in infusione gr.20 di aloe, 2 gr di genziana, 2 gr di zafferano, 2 gr di rabarbaro, 2 gr di fungo di larice, 2 gr didi zedoaria e teriaca, il tutto per 8 giorni; filtrare, aggiungere 500 gr di sciroppo di acua e zucchero, far riposare per qualche giorno e prenderne 1 bicchierino al mattino a digiuno. I preparati di Aloe favoriscono la secrezione di bile e sono pertanto indicati nelle affezioni del fegato.

Curiosità: Dioscoride consigliava la polvere di aloe pr curare le ferite.

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

 

Asparago (Asparagus acutifolius) e (Asparagus officinalis). Famiglia : Liliaceae. Nomi dialettali Spàrene, Spàrege, Sparago.

Il nome deriva dal greco aspharagos e dal persiano asparag, che significano germoglio. Ha fiori che producono delle bacche rosse contenenti semi neri.

asparago ppian pianta

 

Descrizione:E’ una pianta erbacea, fornita di un rizoma e radici carnose. Dal rizoma in primavera (da marzo a maggio) sorgono i giovani germogli detti turioni , che , raccolti ancor teneri, sono commestibili. I turioni non raccolti ramificano e crescendo emettono fiori e bacche. Le bacche sono nutrimento per gli uccelli, ma si dice che nell’antichità Plinio ne fosse particolarmente ghiotto e pare l’abbia definito Prodigium ventrosi.Le radici si raccolgono in autunno.

 asparago turione turionegiovane turione

L’Asparago contiene asparagina, uno degli aminoacidi utile per la trasformazione degli zuccheri, rutina ( rinforza i capillari), acido folico (presente in abbondanza) , manganese e Vitamina A ( aventi effetti benefici su legamenti, reni e pelle), fosforo e Vitamina B ( contrasta l’astenia), calcio, magnesio, potassio ed è povero di sodio. Alcuni componenti sono metabolizzati ed espulsi tramite l’urina, per questo essa assume un odore  molto caratteristico e per taluni molto sgradevole perché contiene composti di zolfo.

 

Curiosità: Dioscoride, nei Discorsi dice “ le radici cotte con vino, ovvero con aceto giovano…queste cotte lesse con fichi e ceci e mangiate nei cibi conferiscono à trabocco di fiele; medicano a dolori delle sciatiche e dell’orina…” .Inoltre veniva considerata dallo stesso, ma anche da Galeno, pianta afrodisiaca. Studi successivi hanno confermato l’azione della pianta sulle funzioni urinarie, ma con una minima influenza sulla sessualità del maschio e non in quella delle femmine, anzi in queste fa aumentare maggiormente la diuresi.

 

Come medicamento si usa la radice in particolare per dolori renali, idropisie, oligurie dei cardiaci.

 

Proprietà: diuretico declorante, sedativo del cuore.

 

Decotto: 50 gr di radici in un lttro d’acqua, bollire per 15 minuti, freddare e berne 3 bicchierini al giorno a digiuno.

 

Consiglio: in erboristeria è possibile acquistare lo sciroppo delle 5 radici, (pungitopo, asparago, finocchio, appio, prezzemolo) oppure il succo, da non somministrare in caso di infiammazioni delle vie urinarie.

 

In cucina si adoperano i germogli teneri per preparare contorni, frittate e minestre. Per le preparazioni si usano solo le parti tenere, scartando quelle più duri.

 

Risotto agli asparagi ingredienti per 4 persone:250 gr. di riso per risotti, un mazzo di asparagi, mezza cipolla, brodo vegetale circa 1 l., parmigiano reggiano grattugiato a volontà, olio extravergine d’oliva mezzo bicchiere. A chi piace può aggiungere anche della panna da cucina 1 cucchiaio.

 

Spezzettare le cimette d’asparagi in segmenti di 2 o 3 cm. Rosolare in una teglia la cipolla tritata nell’olio extravergine, si versano gli asparagi; quando gli asparagi sono scottati si aggiunge il riso e si copre con brodo vegetale, avendo cura di lasciarne un bicchiere o più per aggiungerlo successivamente in caso che il risotto venga troppo asciutto, A cottura ultimata spruzzare pepe a piacere e parmigiano reggiano a piacere.

 

A chi piace con la panna, questa va aggiunta a cottura ultimata insieme al parmigiano. Il piatto va servito caldo.

 

Ottimi sono gli asparagi cotti all’aceto e conservati all’olio eztravergine d’oliva e serviti, all’occorrenza, come contorni o negl antipasti.

 

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

 

Arancio (Citrus Aurantium) Famiglia Rutacee. In Italiano arancio; il frutto: arancia, portogallo ( anche nel dialetto di quasi tutte le regioni, con sfumature diverse).

 

aranciamarapianta con fruttoDescrizione:La pianta è un albero avente chioma compatta, larga, rotondeggiante, simmetrica; può raggiungere i 10 o 12 metri d’altezza; le foglie sono ovali, lucide, lisce, carnose e coriacee; i fiori (zagare) sono bianchi e molto profumati, sono singoli o riuniti a grappolo; la fioritura è in primavera, la maturazione dei frutti in autunno e poiché avviene molto lentamente può succedere che su una pianta si trovino frutti della fioritura precedente e fiori della nuova stagione. I rami hanno altri rametti che possono essere spinosi, specie nella varietà amara.

 

In cucina si usa la varietà dolce, mentre in medicina si utilizza di più la varietà amara.

 

L’arancia contiene molta Vitamina C, ma anche Vitamine A e B (Tiamina e Riboflavina),Vitamina PP (Niacina), linelolo, geraniolo, nerolo,etere metilico,esperidina, sinefrina, zuccheri, minerali.

 

Proprietà: sedativo, antispasmodico, ipnotico leggero, stomachico, vermifugo, febbrifugo, diminuisce l’ampiezza delle contrazioni cardiache.

 

Dalla buccia (specie dall’arancia amara) si estrae un olio essenziale detto Neroli costituito da limonene ,ottimo antinfiammatorio, disinfettante ed usato nell’industria farmaceutica come aromatizzante, per preparare liquori.

 

Gli estratti e gli infusi a base di foglie e fiori d’arancio amaro stimolano la secrezione gastrica, favoriscono l’assorbimento del ferro, combattono la cellulite, combattono l’ accumulo di grassi.

 

Però la presenza di una sostanza il monoterpene (delta-3-carene) fa in modo di essere controindicati a chi soffre di ulcera peptica e ai soggetti che assumono medicinali in associazione con i FANS.

 

Oltre all’olio essenziale, si estrae l’essenza di zagara, molto usato per preparare cosmetici e il terpene d’arancia, un liquido incolore ottenuto dalla distillazione dell’essenza d’arancia, usato nella fabbricazione di vernici.

 

L’infuso può essere fatto con fiori o con foglie: gr 5 di fiori (se con foglie gr20) in 250 gr di acqua bollente in infusione per 10 minuti, combatte l’insonnia; lo stesso fatto con le scorze è un ottimo coadiuvante per la digestione.

 

In cucina è utilizzata l’arancia dolce, sia da mangiare come frutta, sia per preparare alcuni piatti come l’anatra all’arancia o le sarde a beccafico o in tortiera, sia per preparare l’insalata di arance, che, in passato, costituiva una vera leccornia ed era il piatto principe della devozione della Tavola di San Giuseppe in uso in gran parte d’Italia, indistintamente da nord a sud.

 

Insalata d’arance: (contorno) 4 arance belle grosse, tagliate a fette spesse mezzo centimetro, poste in piatto di portata e condite con un pizzico di sale ed un goccino d’olio extravergine d’oliva.

 

Sarde a beccafico: (antipasto o secondo piatto) 400 gr di sarde fresche, 70 gr di formaggio pecorino semistagionato, pangrattato, un uovo, il succo di 2 arance spremute, una spruzzatina di pepe, olio extravergine d’oliva.

 

Lavare le sarde e liberarle della testa e della lisca; tagliare il formaggio a pezzetti di 1 cm di spessore per 4 cm di lunghezza.

 

Si prendono le sarde aperte come per farne cotolette, si immerge ciascuna nel pangrattato, vi si inserisce un pezzetto di formaggio, si chiude con uno stecchino come per farne un involtino, si passa nell’uovo battuto.

 

   Si prende una padella vi si versa un mezzo bicchiere di olio e si fanno indorare le sarde per qualche minuto; quindi si versa il succo d’arancia eventualmente allungandolo con un mezzo bicchiere d’acqua, si dà una spruzzataina di pepe o di erba pepe(timo), si copre con un coperchio e si lascia cuocere per una diecina di minuti a fuoco lento, facendo attenzione acché il liquido non asciughi completamente.

 

Sarde in tortiera: 700 gr di sarde, mollica di pane raffermo gr 100, un cucchiaio di origano, 1 spicchio d’aglio, 1 grattatina di noce moscata,un ciuffo di prezzemolo, una spruzzatina di pepe, 2 gherigli di noci tritate, 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva, il succo di 3 arance dolci, un pizzico di sale fino.

 

Si prepara la mollica di pane con aglio tritato finemente, prezzemolo tritato, una grattatina di noce mocscata, una spruzzatina di pepe. In una casseruola si versa sul fondo l’olio, si distendono le sarde e si coprono con uno strato di mollica, quindi con le noci tritate; si versa il succo d’arancia ( se insuggiciente si può allungare con un po’ d’acqua), un pizzico di sale, e si passa al forno per una quindicina di minuti.

 

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Barba di becco (Trogopogon pratensis), Famiglia Asteracee o Composite. Altri nomi regionali: Aio de pra, baciapreti, barba di preti, minna di vacca, scarpabianca, ciocabecco (Emilia), Barba di capra (Molise) (da non confondere con altra pianta detta così nel nome proprio in lingua italiana).

barba di becco bisbarba di becco Descrizione:E’ pianta erbacea biennale, ha radice a fittone; nel 1° anno sviluppa le foglie basali a rosetta, nel 2° anno sviluppa lo scapo floreale. Il fusto semplice, poco ramificato, è fistoloso, cioè cavo, alto da 20 a 70 cm. Le foglie sono lineari lanceolate, gradatamente assottigliate fino all’apice acuto; il margine è intero e talvolta ondulato. I fiori sono riuniti a capolino inserito al termine del fusto; il capolino aperto misura circa 5 cm, è di colore giallo dorato.

Si trova negli incolti e nei prati.

 

Della pianta si utilizzano radici, foglie e getti.

 

La pianta contiene vari glucidi come l’inositolo, il mannitolo; contiene inulina (polisaccaride) utile per i diabetici; lipidi e protidi in piccole quanttà.

 

Proprietà terapeutiche: depurativa, diuretica, espettorante, sudorifera, astringente. La radice viene indicata come calmante della tosse e come coadiuvante in tutte le affezioni dell’apparato respiratorio.

 

L’uso sia con decotti, sia ingerendo le foglie, i germogli o le radici come alimenti è particolarmente consigliato a chi soffre di: arteriosclerosi, reumatismi, gotta, ipertensione arteriosa,.

 

Le radici sono particolarmente gustose perché ricche di inulina;

 

in commercio si trova anche una tintura ottenuta dalle radici di barba di becco.

 

In cucina si utilizzano radici, germogli e foglie crude ad insalata o cotte lessate e condite con olio o saltate in padella con burro.

 

Curiosità: il nome fu assegnato da Dioscoride, dal greco tragos che significa caprone e pongon che significa barba, con riferimento alle setole del pappo, che fanno pensare alla barba di caprone.

 

Altra curiosità:I fiori gialli nelle ore centrali si richiudono per ripararsi dal sole forte ( tra le ore 11 e le 14), mentre nelle giornate nuvolose non si aprono affatto.

 

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