Ginestrino ( Lotus corniculatus ) . Famiglia: Fabaceae o Leguminose.

Figura 1 Ginestrino comune in fioregines carbo 4ginestra dei carbonai

Descrizione: Pianta perenne con radice legnosa, comune nei prati e negli incolti, ha steli eretti o striscianti, foglie glabre, con pochi peli. Fiori a calice tubolare, terminante con cinque denti sottili; corolla di colore giallo vivo con cinque petali, di cui due superiori e due laterali. Fiorisce fine primavera- estate.

La pianta in tempi remoti era coltivata per uso foraggero.

Ginestr fruc2pianta con baccelliNella medicina popolare sono usati soprattutto gli oli essenziali ricavati dai semi e i fiori, raccolti appena sbocciati.

Proprietà ed usi: Le proprietà curative sono conosciute da tempi remoti: antispasmodiche, ipoglicemiche, cardiotoniche, carminative, ricostituenti,vermifughe, febbrifughe, sedative e toniche.

Contiene: glicosidi flavonoidici e fenolici, composti cianogenetici, acido cianidrico.

Usi: in cucina come aromatizzante; come foraggio per alimentazione animale; in medicina popolare.

L’Infuso di fiori ha azione sedativa, utile nei casi di angoscia, depressione, insonnia e tachicardia: mezzo cucchiaino di fiori secchi in una tazza d’acqua bollente, filtrata e dolcificata da berne una o due al giorno, secondo il consiglio medico.

In farmacia ed erboristeria si trovano gli oli essenziali ed altri preparati in associazione con altre erbe (valeriana, belladonna ecc.).

(VEDI ANCHE GINESTRA)

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

 

Girasole ( Helianthus annuus ). Famiglia: Asteraceae. Sinonimi:Coppa di Giove. Corona regale, Sole indiano.

giras part part. -FioreDescrizione: E’ un’erba annuale con spesso fusto eretto alto oltre 2 metri ( fino a 4 o 5 metri nei paesi di origine), con radici a fittone, foglie cuoriformi lungamente picciolate, più grosse alla base e più piccole al vertice, dove termina con una grossa infiorescenza, capolino che contiene altri piccoli capolini che sbocciano fiori centrali e fiori periferici, che rappresentano la corolla di petali che appare in bella vista all’osservatore. I fiori centrali, detti fiori del disco, sono tubulosi, quelli esterni sono ligulati.

Il frutto è un acheno con semi ricoperti di pula e provvisti di pappo. La forma degli acheni è ovale, oblunga; il colore va dal grigio scuro al nero.

Il girasole viene coltivato principalmente per gli usi industriali, dai cui semi si ricava un pregiato olio alimentare; inoltre l’industria ne ricava foraggi per gli animali e snack per l’alimentazione umana; si ricava anche la farina di girasole per l’alimentazione umana.giras campogirasole - campo

Curiosità: La mitologia racconta che la ninfa Cinzia, innamoratasi perdutamente del dio Apollo, seguisse ininterrottamente il dio del sole nelle sue quotidiane corse nei cieli con il suo carro alato. Dopo nove giorni Apollo tramutò la ninfa in Girasole e da qui il nome della pianta e la caratteristica dell’eliotropismo, cioè quella di volgere la sua corolla verso il sole.

Usi, proprietà e contenuti: Il suo uso in medicina è molto antico per il contenuto di Sali minerali, principalmente calcio e magnesio; glucosidi, xantofilia, colina, acidi, resine, sostanze coloranti.

Nella medicina popolare è usato come febbrifugo, diuretico, antimalarico, espettorante, stomachico, calmante.

Negli usi medici si usano le foglie, i fiori, il fusto, essiccati oppure freschi.

I semi essiccati vengono torrefatti e utilizzati come per il caffè.

Infuso di semi torrefatti e macinati: un cucchiaino di polvere in una tazza d’acqua bollente per 3 minuti, dolcificare e berne come calmante nelle eccitazioni nervose e nelle emicranie.

Gli infusi si possono fare anche con foglie secche e fiori.

Ma per tutti gli usi viene utilizzata con efficacia la tintura: 2 gr di foglie e 2 gr di fiori secchi in 50 gr di alccol a 90° per 8 giorni; filtrare e conservare in bottiglietta. Si usa come febbrifugo e bechico in gocce ( 10 o 15) in poca acqua.

Contro il raffreddore, pleurite e mal di stomaco si usa la tintura con parte del fusto:

in 100 gr di alccol a 90° si mettono in infusione 50 gr di parti del fusto tritati finemente e si espone al sole, in boccaccio chiuso ermeticamente, per 30 giorni, agitandolo un paio di volte al giorno. Dopo un mese si filtra, avendo cura di spremere le parti solide, e si conserva in luogo fresco, in bottiglietta scura. Per l’uso si beve a cucchiai diluita in acqua o vino al mattino a digiuno.

Per le affezioni polmonari, specie la pleurite, si prepara un liquore: 200 gr di sommità fiorite si mettono a macerare in 500 gr di grappa o di acquavite in bottiglia ben chiusa e tenerla al sole per un mese, come per la tintura precedente. Poi si filtra e si utilizza a cucchiai come per lo sciroppo.

Anticamente si preparava anche un vino da usare per le affezioni polmonari:

Si preparava una tintura con 60 gr di fiori, foglie e la sommità tenera, in parti uguali, in 250 gr di alcool a 90°, chiuse in boccaccio ed esposto al sole per un mese, agitandolo una volta al giorno. Dopo un mese si filtra il contenuto, avendo cura di spremere le parti vegetali; poi si prende dell’ottimo vino e si unisce in ragione di una parte di tintura in cinque di vino; si amalgama bene fino ad ottenere un liquido omogeneo, si lascia riposare finché non schiarisce e si conserva prendendone a bicchierini a digiuno prima dei pasti.

In cucina: I piatti preparati con olio di girasole aiutano ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue.Però poiché l’estrazione dell’olio viene fatto a caldo, gran parte della sua efficacia si va a far benedire. Per questo è consigliabile anche nutrirsi con semi di girasole crudi, facilmente reperibili sul mercato ovvero preparando i germogli tenerissimi e consumarli aggiunti alle insalate..

Ricetta, Salsa verde ai semi di girasole da usare come il pesto per condire primi piatti o riso: 20 gr di semi di girasole sgusciati, 50 gr di caciocavallo semistagionato,1 pizzico di peperoncino macinato, 60 gr di sedano ( più foglie che gambo), un pizzico di sale e 4 o 5 cucchiai di olio. Unire gli ingredienti in un mixer e frullare fino a ridurre il tutto in una salsa cremosa. Conservare in vasetti, riponendolo in frigo, in caso di uso in giorno differito.

Ricetta, Cavolo e germogli di girasole ad insalata: Occorrente: 4 etti di cavolo cappuccio,una mangiata di germogli di girasole, 4 o 5 gherigli di noce, il succo di 1 limone, olio extravergine di oliva, sale q.b. Preparazione: Tagliare sottilmente il cavolo cappuccio, unire i gherigli di noce spezzettati, unire i germogli e condire con olio e sale e poco succo di limone. Mescolare e servire.

Come preparare i germogli di girasole: Prendere un paio di cucchiai di semi di girasole e lavarli. Dopo di che porli in acqua fredda lasciare per 12 ore. Trascorso il tempo, risciacquare i semi e porli sul fondo di un piatto e coprire con un panno di tela pulito, bagnato e strizzato. Coprire con altro piatto, capovolto. Sciacquare i semi due volte al giorno all’acqua corrente e riporli allo stesso modo finché non saranno germogliati. Dopo 3 o 4 giorni i semi saranno tutti germogliati e pronti per essere consumati.

Curiosità storica culinaria: Scrive Dioscoride nei suoi discorsi:”… fui il primo a pormi a questo rischio di mangiarne, perciocché assaggiandola la trovai di assai gusto, tale che me ne valsi nei cibi, levandone i piccioli dalle frondi, stezzatoli con un panno, da certo peluzzo, poi ben intaccati d’ogni intorno con un coltello per il lungo, acconci con aglio e sale e spezie, posti sopra le gradelle, cotti a fuoco lento, trovai ch’erano di miglior gusto che gli fonghi, che gli sparagi, che gli cardi” e ancora “….i semi…ho potuto sperimentare che stimolano assai venere”; quindi il famoso medico greco ci testimonia di aver mangiato con gusto le foglie tenere arrostite e condite e di aver usato i semi come stimolanti dell’attività sessuale.

Personalmente ho sperimentato che i semi, dati da mangiare ai polli, stimolano la produzione di uova, però coteste vengono con il tuorlo di colore più scuro; ho trovato pure che l’eccesso di produzione di uova porta un certo deperimento organico nella gallina.

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.


Iperico (Hipericum perforatum); Famiglia: Ipericacee. Sinonimi: Erba di San Giovanni, Scacciadiavoli.

I nomi derivano: il primo perché inizia la fioritura a Giugno, verso il 24, giorno di san Giovanni; il secondo, perché una credenza medievale voleva che bruciandolo nelle case ne scacciasse i demoni.

 

ipericoipericoDescrizione: E’ pianta perenne alta fino a 40-50 cm, ha fusto eretto, riconoscibile anche quando non è in fioritura perché le foglie, viste in controluce, presentano dei forellini con dei punti neri a margine, che rappresentano vescichette ghiandolari oleose, per cui il nome perforatum. Le foglie sono opposte, oblunghe; i fiori giallo-oro, sono riunti in pannocchia. Fiorisce da giugno ad agosto; i semi sono scuri di forma oblunga.

 

Tutta la pianta ha sapore aromatico e balsamico. Preferisce posizioni soleggiate ed asciutte e boschi radi.

 

Contenuti e proprietà: ipericina, resina, tannino, vitamine, olio essenziale, con azione antiasmatica e antireumatica, risolvente delle affezioni broncotracheali.

 

Ha pure azione antisettica e antinfiammatoria nel trattamento di emorroidi, ferite e piaghe.

 

Alcuni studi recenti hanno dimostrato che l’iperico ha efficacia paragonabile ad alcuni psicofarmaci usati nella cura della depressione lieve. Associato con altre piante è utile per combattere alcune forme d’ansia.

 

Si raccolgono fiori e ramoscelli teneri a fioritura incipiente, che si possono seccare all’ombra.

 

Contro le affezioni broncotracheali è utile l’infuso con gr 10 di sommità fiorite in mezzo litro di acqua bollente, filtrato, dolcificato e bevuto in tazzine durante la giornata.

 

Per i bronchi è utile aggiungere nell’infuso precedente qualche foglia di menta e di origano e berne a mo’ di tisana in tazza d’acqua bollente.

 

La tisana di Iperico preparata con gr 5 di foglie di Iperico, gr 2 di polvere di aloe, gr 300 di acqua bollente è consigliata per la depurazione del fegato.

 

Preparazione dell’ Olio di Iperico per uso cicatrizzante, per cura di ferite e scottature: 500 gr di sommità fiorite, pestare e macerare in 1 litro d’olio d’oliva e mezzo litro di vino bianco secco per 3 giorni; dopo far bollire a bagnomaria fino ad assorbimento totale del vino; raffreddare e conservare in vetro scuro e usare per applicazioni esterne da applicare in compresse di garza imbevute di olio essenziale.

 

Si può preparare anche ponendo 500 gr di sommità fiorite in 1 litro d’olio d’oliva, si espone al sole per 30 giorni giorni, agitando spesso il contenuto, avendo cura di lasciare ogni tanto aperto il contenitore, proteggendo l’apertura con una garza; dopo si filtra, avendo cura di strizzare la parte erbosa; alla fine, quando l’olio diviene di colore rosso vivo, si conserva in bottiglia scura, al fresco e al riparo della luce.

 

L’olio così ottenuto può essere usato anche come antireumatico, antigottoso e contro la sciatica con frizioni, mischiandolo a qualche goccia di alcool.

 

L’olio di iperico è utile anche per combattere la cosiddetta couperose e per trattare le ulcere varicose, ottimo come cosmetico restrittivo.

 

Liquore Digestivo:   40 gr di fiori, gr 5 di fiori di centaurea minore, mezzo limone messi a macerare in 400 gr di alcool a 90° per 10 giorni; agitare spesso; filtrare, spremendo le parti residue; aggiungere sciroppo sciogliendo 400 gr di zucchero in 600 gr di acqua con aggiunta di succo di altro mezzo limone; unire alla soluzione alcoolica; lasciare riposare per altri 3 giorni e conservare al fresco per berne a bicchierini dopo i pasti.

 

I preparati a base di iperico possono produrre reazioni allergiche a coloro che fanno uso di antidepressivi; è controindicato nell’allattamento al seno.

 

Curiosità: Dioscoride, medico greco di cui già abbiamo parlato, del decotto di semi e degli impacchi di semi e frondi, dice: “Il seme bevuto quaranta giorni continui guarisce le sciatiche. Le fronde impiantate insieme al seme, giovano alle cotture di fuoco”.

 

IMPORTANTE! UNA DIRETTIVA DEL MINISTERO DELLA SALUTE LIMITA L’ASSUNZIONE DI IPERICINA IN 21 MICROGRAMMI AL GIORNO.

 

 

 

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

 

 

 

Gramigna comune (Agropyrum repens ) sinonimo di ( Triticum repens ) Famiglia:Poacee.

Altri nomi: Gramigna dei medici, Caprinella, Dente canino.

 

fior di gramig bovarietà spigataDescrizione:Si premette che il termine gramigna viene riferito a diverse specie di graminacee dei generi agropiro e cinodonte le cui radici vengono popolarmente dette radici di gramigna, tutte erbe infestanti dei campi, meno un paio che in passato sono state coltivate per uso foraggero come la Aegilops geniculata detta Gramigna stellata o cerere e la Poa pratensis detta Gramigna dei prati, pianta che ha rizoma strisciante, culmi alti fino a 60 cm.

 

Tutte queste piante hanno, ripeto, la caratteristica di avere radici rizomatose, ma si differenziano un po' per colore di verde più o meno chiaro e per fiori e frutti che sono abbastanza diversi.

 

gramigna flor 1gramigna florita L'Agropyrum repens detta anche Triticum repens o gramigna dei medici è pianta perenne, rizomatosa, con spighe che contengono altre spighette pluriflore, distiche e alterne e che è considerata pianta infestante, ma molto utile sia per scopi medici, sia per l'alimentazione e la cura degli animali, i quali, a seconda delle loro necessità, hanno l'istinto di cercarla per i loro bisogni.

 

Per gli scopi di medicina popolare le due specie più usate sono questa, predetta, e la Cynodon dactylon, che si differenzia per avere rami striscianti e spighette sottili e rossastre. Anche la Poa pratensis è abbastanza utilizzata.

 

Costituenti principali: Olio essenziale (agropirene con proprietà antibiotiche );

 

triticina ( polisaccaride); inositolo e mannitolo (polialcoli); mucillagine; saponine, minerali tra cui silicio, ferro e potassio sotto forma di sali.

 gramigna stellata

gramigna stellata

Proprietà: diuretiche; depurative; emollienti grazie alle mucillagini; ipotensiva.

 

É impiegata la gramigna per le affezioni urinarie come cistiti e calcolosi renali, affezioni reumatiche e per abbassare la pressione arteriosa. É da tempo impiegata anche nel trattamento degli stati infiammatori dell'apparato digerente e nella cura delle affezioni epatiche e cutanee.

 

Esperimenti fatti in passato hanno rilevato un marcato aumento dell'energia sistolica e un abbassamento della pressione arteriosa (vasodilatazione) proporzionale alle dosi somministrate.

 

Nelle erboristerie e in alcune farmacie è in commercio la Tintura Madre, facilmente utilizzabile.

 

Con il rizoma fresco o essiccato si preparano decotti, infusi e tisane.

 

Decotto: mettere a bollire per 20 minuti (dal momento in cui inizia a bollire) gr 10 di rizoma secco ( se fresco il doppio ) per ogni tazza di acqua e assumerne più tazze al giorno.

 

Infuso: mettere da 3 a 5 gr di rizoma secco per tazza di acqua bollente in infusione per 5 minuti.

 

Tisana: In poco più di mezzo bicchiere di acqua far bollire per 1 minuto 30 gr di rizoma secco al fine di ammorbidirlo. Gettare l'acqua perché di sapore amaro e mettere a bollire nuovamente il rizoma in 1,250 litri d'acqua fino a quando questa non diventi pari a 1 litro . Infine aggiungere 8 gr di liquirizia; scolare e strizzare le erbe; dolcificare con miele a piacere e berne in tazze. Questa tisana è utile anche per le affezioni del tubo digerente.

 

Curiosità: Conosciuta questa pianta fin dall'antichità, è stata largamente usata e prescritta da Dioscoride e da Plinio che utilizzavano le radici per facilitare la diuresi, dissolvere i calcoli renali e guarire le affezioni vescicali.

 

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

 

Lambascione o lampacione ( Muscari comosum L.) o ( Leopoldia comosa M.). Famiglia: Gigliacee. Comunemente detto Cipollaccio col fiocco, oppure Giacinto con pennacchio, Cipolla canina, Cipolla di serpe, Porrettaccio, Zazzerulo.lampascio fructus 1lampascione- bulbi

 

Curiosità:Termine italiano:Muscari, termine importato nel 1600 da Costantinopoli.

 

        Lampasc. foto dtt.ssa Donata Matteo pianta cin fiore Genere di pianta delle Gigliacee con 50 varietà di cui sette in Italia. Conosciuto dai greci e ribattezzato nel latino Leopoldia comosa in onore del Granduca Leopoldo di Toscana; è coltivato anche nei giardini in cinque delle sue varietà (fonte: Enciclopedia Treccani). L’etimo è tradotto dal greco in latino di cui troviamo traccia nel trattato (Prontuario (Pergamo, 325- Bisanzio 403) che esercitò la medicina in Atene , leggiamo testualmente “..lampiodones nutriveles sunt… bulbus lampagiones…” . muscari comosum

 

Descrizione: Se ne trova in natura in tutta l’Italia centro-meridionale, dalla Sicilia alla Toscana ed Emilia Romagna. Le foglie sono basali erette che tendono ad afflosciarsi verso il basso; i fiori sono a grappolo di colore violaceo. Della pianta si raccolgono i bulbi, a febbraio – marzo, prima della fioritura.

Muscari c (piena fioritura)
Muscari c (piena fioritura)
Muscari c (piena fioritura)
 

In cucina: come contorni si usano i bulbi cotti alla brace o sotto la cenere e poi conditi con olio, prezzemolo e peperoncino; oppure lessi e conditi con olio, aceto, prezzemolo e peperoncino.

 

Ottime sono le frittate. Speciali cotti con le patate al forno. Una leccornia è l’agnello al forno con i lambascioni.

 

Si possono conservare sottolio, conditi con origano , prezzemolo, aglio e peperoncino, cuocendoli preventivamente in aceto bianco di vino.

 

Agnello con lambascioni: ingredienti per 4 persone: Kg 1,300 di agnello, gr 300 di lambascioni, mezzo bicchiere di olio d’oliva extravergine, un mazzetto di odori( rosmarino, timo, prezzemolo), 1 bicchiere di vino bianco, 1 spicchio d’aglio.

 

Pulire e liberare i lambascioni delle foglie esterne secche, lavarli e lasciarli asciugare. Tagliare la carne d’agnello in porzioni non molto grandi e lasciarla macerare in vino con rosmarino e timo per qualche ora.

 

In una teglia versare l’olio, l’aglio e far rosolare l’agnello; quando l’aglio è imbiondito toglierlo e versarvi il vino, coprire e far evaporare; aggiungervi i lambascioni avendo cura di inciderli in sommità in quattro parti; aggiungere un po’ d’acqua e far cuocere al forno a 180° per circa 40 minuti.

 

Salute: Il bulbo fresco è un ottimo emolliente per i brufoli; ha funzioni diuretiche, regola la pressione arteriosa, abbassa la glicemia, è leggermente lassativo. Anticamente veniva usato come stimolante dell’attività sessuale.

 

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