Rosmarino (Rosmarinus officinalis). Famiglia: Lamiacee o Labiate.

Il nome, letteralmente rosa marina e dal latino rugiada del mare, gli è dovuto dal colore celestino dei suoi fiori, ma anche dalla delicatezza del suo profumo.

Altri nomi regionali: Ramerino, Spicanarda.

rosmarino in fiorerosmarino in fioreDescrizione: E’ un arbusto sempreverde, spontaneo nella macchia mediterranea e lungo i litorali, che fin dall’antichità ha ispirato tradizioni.

Gli antichi lo conoscevano anche come l’erba della memoria o come l’erba dell’amore eterno, per questo usavano mettere in mano ai defunti un rametto di rosmarino.

La pianta cresce fino a m 3 d’altezza, ha radici profonde e fusti legnosi. Le foglie coriacee lunghe 2 o 3 cm e larghe da 1 a 3 mm, sessili ed opposte, lineari numerosamente addensate sui rametti.

I fiori sono ermafroditi, piccoli, in brevi grappoli, hanno calice di colore azzurro-violaceo.

Si raccolgono le foglie in estate e si lasciano essiccare.

Usi: Il rosmarino per il suo caratteristico delicato aroma è molto usato in cucina.

In erboristeria è usato per le sue proprietà: è stimolante della secrezione gastrica, è tonico, corroborante, eccitante.

Contiene:olio essenziale, tannini, resine, principio amaro, canfora e pinene.

I suoi preparati sono consigliati sia per uso esterno che per uso interno.

Non se ne può abusare perché può dar luogo ad irritazioni, convulsioni e principi di paralisi respiratorie.    

L’infuso di rosmarino è indicato per gli studenti o per chi deve sostenere un esame poiché stimola la memoria: gr. 5 di foglie in una tazza d’acqua bollente per 3 minuti, filtrato e zuccherato e bevuto caldo è corroborante nelle dispepsie gastriche.

Tintura: gr 20 di foglie poste a macerare in 200 gr di alcool a 60° per 5 giorni; filtrato e posto in bottiglietta scura. Se ne assumono 15-20 gocce dopo i pasti.

Elisir contro l’affaticamento fisico:

in un litro di vino bianco secco si mettono a macerare 25 gr di foglie di rosmarino, 20 gr di foglie di salvia e 15 gr di miele; si scalda a bagnomaria per 15 minuti, per far sciogliere il miele,, si filtra e si mette a riposare . Si assume a bicchierini prima dei pasti.

Per uso esterno si fanno bagni ed impacchi.

In cucina: come aroma in molte vivande, ma principalmente in arrosti di carne.

Olio al rosmarino: Far macerare in vaso di vetro 3 cucchiai di foglie di rosmarino in un litro d’olio extravergine di oliva per due settimane, agitandolo spesso, quindi filtrare e riporre nelle ampolle e usare per insaporire pietanze, insalate, bruschette.

Liquore al rosmarino:In un vaso far macerare gr 25 di foglie di rosmarino, una scorza di limone in 400 gr di alcool a 95° per sei giorni, agitare una o due volte nella giornata. Infine filtrare; aggiungere 1 litro di vino bianco e lasciar riposare per due giorni. Mettere in bottiglia e conservare in fresco. Si serve come digestivo e corroborante bevendone mezzo bicchierino dopo i pasti.

Per combattere la caduta dei capelli è utile il decotto così ottenuto: miscelare in parti uguali radice di bardana, rosmarino e timo per un totale complessivo di gr 60 e mettere a bollire in un litro d’acqua per 15 minuti. Far riposare per 10 minuti e filtrare. Dopo lo sciampo risciacquare e frizionare i capelli per due volte a settimana.

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

Rucola selvatica, (Diplotaxs termifolia) Famiglia:Brassicacee o Crucifera).


                                   Nome comune rucola, ruca, rughetta o ruchetta selvatica.

 

 

rucola selvrucola selvLa pianta erbacea con foglie d forma allungata molto strette rispetto alla specie Eruca sativa, coltivata con foglie di un verde più scuro e più larghe; pure i fiori sono differenti: quella selvatica a fiorellini gialli diffusi agli apici delle ramificazioni, mentre quella coltivata ha fiori bianchi a calice e con grappoli all’apice della pianta.

Descrizione: Le foglie sono leggermente piccanti, di profumo leggermente caratteristico piccante. La pianta raggiunge i 70 cm d’altezza ed anche più, è sempre verde anche se in qualche mese dell’anno parte delle foglie le perde, ed è pluriennale, mentre quella coltivata è annuale. I semi contenuti nei baccelli, sono minutissimi e con forte potere germinativo.


Curiosità: In passato veniva molto usata in medicina. I romani addirittura le davano un forte potere afrodisiaco e la consigliavano per l’impotenza. Testimonianze in tal senso le troviamo in Marziale, il quale, rivolto a Luperco noto per l’impotenza, dice: “ a nulla possono più giovare rucola e santoreggia” , mentre Columella, scrittore latino autore di un trattato di agronomia ( De re rustica ) dice “ perché i pigri mariti desti a Venere la Rucola”. Per questo non veniva coltivata nei conventi.

 

E Dioscoride dice che “ tanto il seme quanto le foglie incitano Venere”.

 

Alla rucola si dava anche un certo potere per curare le bronchiti e la pertosse , bevendone il decotto; per il suo contenuto elevato di Vitamina C, era utile come antiscorbutico, aperitivo, tonico, benefico per il fegato, contro il meteorismo, però è sconsigliata a chi soffre di gastrite e ulcera.

 

rucola colt 3rucola coltivata Nell’Italia meridionale si dava da mangiare in abbondanza alle ragazze in età di sviluppo poiché si riteneva che facesse ingrossare le tette. Si usava anche come preventivo contro gli attacchi cardiaci, tanto che Lucio Apuleio Saturnino (125-170), filosofo,scrittore, alchimista riferisce che questa pianta nell’antichità fosse chiamata coragina proprio per tal motivo.

 

Contiene : La rucola è molto ricca di potassio (468 mg x 100gr), calcio (309 mg x 100 gr), fosforo (41 mg x 100gr), ferro (5,2 mg x 100gr), Vitamina C.

 

Infuso calmante e tonificante: 10 foglie di rucola, 3 o 4 foglie di menta, poche cime fiorite di santoreggia, si pongono in infusione per 10 minuti in una tazza di acqua bollente, filtrare e berne una tazzina da the.

 

Tisana afrodisiaca: Usata nell’antichità : frullare una manciata di foglie con un po’ di semi, un cucchiaio di mele, un po’ d’acqua, si scalda e si aggiunge lentamente altra acqua fino a 800 gr., quindi si filtra e si beve.

 

In cucina si usa soprattutto in insalate, da sola o insieme alle altre verdure; nei condimenti e per guarnire i piatti di portata.

 

Pesto di rucola con pinoli:   si pestano una manciata di foglie di rucola con 50 gr di pinoli, 1 spicchio d’aglio, 1 bicchiere di olio extravergine di oliva, 5° gr di parmigiano, 50 gr di pecorino.

 

Se si ha fretta si può mettere il tutto in frullatore, avendo cura di introdurre gli ingredienti con uno o due cucchiai di olio, il resto si aggiunge alla fine. Con questa salsina si possono condire insalate, insalata di orzo e farro e il riso con patate, spaghetti, rigatoni.

 

Insalata di rucola e pere: ingredienti: 150 gr di rucola, 100 gr di grana padano in scaglie, 5 o6 ghrigli di noci (più qualche altro per guarnire), 2 grosse pere, olio q.b.. Si può preparare in unica ciotola o in 4 ciotole, dividendo in parti uguali gli ingredienti.

 

Lavare la rucola e spezzettarla grossolanamente, sbucciare le pere e farle a pezzetti, spezzettare i gherigli ( lasciare interi quelli per guarnire). Mettere in ciotola la rucola, pezzetti di pera, le scaglie di grana e i gherigli spezzettati, condire con olio, limone e un goccio di aceto balsamico. Guarnire con foglioline di intere di rucola e gherigli interi di noci.  

 

Cavatelli con la rucola: ingredienti: 600 gr di cavatelli, 300 gr di rucola, 600 gr di pomodorini freschi, aglio, olio, peperoncino macinato a piacere. Lavare i pomodorini, la rucola, asciugarla. In una padella versare mezzo bicchiere di olio extravergine, l’aglio, aggiungere i pomodorini spezzettati e far cuocere una quindicina di minuti. In una pentola mettere a bollire l’acqua, salarla, , versare i cavatelli. A cottura ultimata, scolare i cavatelli, versarli nella padella, aggiungere la rucola spezzettata e mescolare per bene. A piacere aggiungere una grattatina di ricotta di pecora salata.

 

Bucatini, rucola e formaggio di fossa: ingredienti: 400 gr di bucatini, 200 gr di rucola, una noce di burro,mezzo bicchiere di olio, una spolverata di parmigiano e 100 gr di panna da cucina, una spruzzata di pepe, 100 gr di formaggio di fossa ( in sostituzione, taleggio o pecorino fresco, a dadini).

 

Sciogliere in una capiente padella la noce di burro, l’olio, versare la rucola spezzettata e far cuocere per 10 minuti. Spegnere. Mettere a bollire l’acqua con sale q.b.., a bollitura versare i bucatini. Riaccendere la fiamma sotto la padella, incorporare la panna, una spruzzatina di pepe, spolverare il parmigiano mescolando per bene. Scolare la pasta, farla saltare per un minuto mescolando bene, aggiungere dadini di formaggio di fossa e servire.

 

Chitarra, gamberetti e caciocavallo: ingredienti: 600 gr di pasta alla chitarra o crioli, 150 gr di rucola ,500 gr di gamberetti freschi, 150 gr di caciocavallo tagliuzzato molto finemente in piccole scaglie, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

 

Sgusciare i gamberetti ( per facilitarne l’operazione si potrebbero far scottare per alcuni minuti a vapore). In una pentola si mette a bollire abbondante acqua per lessare la pasta. In attesa che l’acqua per la pasta bolla, in una padella si versa dell’olio e si mette ad appassire la rucola precedentemente lavata, asciugata e spezzettata . Quando l’acqua bolle si versa nella pentola la pasta e si lascia cuocere.Si alza la fiamma sotto la padella , si versano i gamberetti . Si scola la pasta e si versa in padella, si spruzza il pepe, si versa il caciocavallo rimestando bene perché il tutto si amalgami, si copre la pentola facendo saltare il tutto per un paio di minuti.

 

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

 

Salice (Salix alba) Famiglia: Salicacee dal celtico sal lis che significa presso l’acqua; poi i romani lo chiamarono alba, cioè bianco, si riferivano a diverse specie di pianta.

 

 

Tra le tante specie ricordiamo il Salice piangente Salix babilonica. Ma a noi interessano le specie utilizzate in farmacia, oltre che per usi agrari e precisamente: il già menzionato Salix alba o Salice bianco, il Salix caprea L., noto come Salicone o Salcio di montagna, il Salix purpurea.

 

salcsaliceDescrizione:Albero alto fino a 25 m, tronco robusto con ampia chioma, rami di colore giallastro, le gemme e le foglie cono ricoperte di peli argenetei che conferiscono al fogliame uno splendore bianco, caratteristico; sono le foglie di forma lanceolata, lineari, attenuate alle estremità, finemente dentate; la pagina inferiore di colore bianco-sericea per la presenza appunto di peluria. Specie dioica; i fiori maschili sono costituiti da una brattea portante due stami, quelli femminili da una brattea portante un pistillo. Sono riuniti in amenti, lunghi circa 6 cm e più compatti i maschili, più lunghi e più morbidi i femminili.

 

saliicione1saliconeLa specie Salix caprea, invece, è un arbusto alto più di 4 metri e può raggiungere altezze fino a 10-12 m, ha foglie più acuminate e seghettate e più argentate.

 

La specie si insidia presso i corsi d’acqua.

 

Utilizzazioni: Molte sono le utilizzazioni di questa pianta: in agricoltura si usano i vinchi per legare viti e sostegni alle piccole piante arboree; i vincastri per confezionare cesti, stuoie ed altri oggetti; il legno per farne carbone dolce, da cui si può estrarre polvere pirica,o per farne druciolati.

 

Già nel primo millennio a. C. gli Egizi conoscevano le proprietà medicamentose delle foglie e della corteccia del salice, ma Ippocrate (V sec. a.C) ne descrisse le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie e Dioscoride e Plinio ne ribadirono, successivamente, l’efficacia .

 

Nel periodo a noi più vicino la Scuola Medica Salernitana attribuiva al salice, come pure Dioscoride, proprietà antiafrodisiache. Erodoto, invece, ricorda di un popolo che faceva uso di masticare foglie di salice e che questo risultava essere più resistente alle malattie.

 

Si utilizzano: foglie, corteccia dei rami giovani di 2 o 3 anni, fiori e legno per farne carbone vegetale.

 

Contenuti e proprietà: La corteccia contiene molto tannino, per cui è usata anche nella concia delle pelli.

 

Nel 1828 veniva scoperto il principio attivo, la salicina, contenuto nella corteccia per le proprietà analgesiche, principio attivo simile all’acido acetilsalicilico (Aspirina).

 

Lo sciroppo, il decotto, il vino medicato e la polvere, ricavata dalla corteccia dei ramoscelli giovani, essiccata hanno proprietà astringenti, curative dei reumatismi cronici, antisettiche e febbrifughe.

 

La polvere in quantità di 3 gr in cialde di ostia o stemperata in acqua.

 

Il dcotto esterno di foglie e corteccia si usa per irrigazioni, impacchi e bagni antireumatici.

 

Il decotto di fiori raccolti tra marzo e aprile ha proprietà calmanti e afrodisiache; ottimo per conciliare il sonno: 2 gr in 100gr di acqua bollente per 10 minuti, berne 2 tazzine algorno.

 

In erboristeria è possibile acquistare tintura madre, vino medicamentoso e miscele di erbe idonei all’uso.

 

Si ripete che dosi consigliate sono quelle della nonna, per cui è sempre necessario consultare il medico farmacologo prima della preparazione o dell’uso.

 

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.

 

Ruta (Ruta graveolens L ). Famiglia: Rutacee.

Pianta tossica.

 

ruta1ruta fioritaIl nome deriva dal greco ruȏ che significa conservo, per i numerosi usi medici che se ne faceva nell'antichità;mentre il nome latino deriva da grave = pesante o forte e olens= sentore, per il suo odore sgradevole.

Descrizione: Pianta erbacea perenne alta fino a 1 m, con fusti legnosi alla base, glabra, ghiandolosa in alto, con rami eretti. Le foglie di un colore verde glauco, munite di picciolo lungo 2-3- cm, disposte in modo alterno, tripennate, leggermente carnose e punteggiate di ghiandole che emettono un odore intenso caratteristico e sgradevole. I fiori, sono raccolti a corimbo con brattee lanceolate, munite di picciolo breve, hanno la caratteristica di avere 4 petali, però se ne possono trovare 5 in quelli centrali; sono di colore giallo. Il frutto è una capsula glabosa contenente numerosi semi.

Parti utilizzate: le parti terminali più tenere e le foglie raccolte tra maggio e agosto.

Contenuti: tannini, acidi organici, resine, olio essenziale ( contenente furocumarine e rutina, sostanza tossica, e alcaloidi chinolonici ) che danno all'olio essenziale un odore sgradevole come pure alle foglie che ne contiene.

Proprietà: Uso interno: Emmenagogo (congestiona e stimola le fibre dell'utero);

Sudorifero; Antispasmodico; Vermifugo.

Per uso interno è indicato in assenza o insufficienza di mestruazioni; crisi isteriche, convulsioni, malinconia.

Uso esterno: Antiparassitario, Lassativo. Per uso esterno è indicato per ulcere gengivali; pediculosi; lotta ai parassiti, ai serpenti, e animali velenosi in genere.

Controindicato in gravidanza!

Infuso contro l'assenza di mestruazioni: da bere solo nel momento in si dovrebbero manifestare, 1 gr di foglie per una tazza d'acqua bollente, una o due volte al giorno.

Infuso per sciacqui alla bocca contro le ulcere gengivali e per clisteri in caso di stipsi: come sopra.

Decotto per distruggere pulci, insetti: 30 gr di foglie in un litro d'acqua.

Curiosità: La ruta, fin dall'antichità, era conosciutae ad essa si attribuivano molte proprietà tra cui quella antinfiammatoria, antielmintica, antispasmodica, emostatica, antidoto ai morsi di serpenti velenosi ed altri ancora, tanto che diceva mia madre La ruta ogni male stuta ( spegne, ossia leva). Gli antichi greci la ritenevano velenosa, poiché l'avevano scambiata per un'altra pianta come la cicuta, ma anche perché non conoscendo bene le sue proprietà la utilizzavano in forti dosi e chi ne assumeva periva per la forte tossicità di essa. Inoltre la usavano per combattere gli insetti, spargendola nei ricettacoli e nelle cantine per tenere lontani i topi.

Nel Medio Evo i monaci dei monasteri mescolavano alcune foglie alle altre erbe in insalate perché ritenevano che fosse antiafrodisiaca e quindi la utilizzavano per liberarsi da istinti e da sogni erotici.

Nelle erboristerie si trovano sia l'Olio essenziale, sia l'Essenza.

ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo

Illustrazione 2: pianta fiorita

 

Salvia (Salvia Officinalis) ,Famiglia: Labiate o Lamiacee.Nome comune: Salvia.

 

 

salvia 4salvia Descrizione: Pianta, spontanea, molto diffusa nei paesi mediterranei, a portamento cespuglioso, con fusto ramificato e foglie picciolate di colore grigio-verde, feltrose al tatto, con odore caratteristico, forma ovale, nervature penninervie.

 

Fiori ermafroditi violacei riuniti in infiorescenze con aspetto asimmetrico caratteristico della famiglia delle Lamiacee; sbocciano a primavera (fine aprile- maggio). Frutti portati alla base del fiore e consistenti in minuscoli semi ovoidali.

 

Se ne conoscono circa 1000 varietà, ma la più nota è la S. Officinalis così chiamata da Linneo o Salvia salvatrix come fu denominata dalla Scuola Medica Salernitana. Inoltre sono usate in erboristeria anche le varietà di Salvia splendens e Salvia miltioshiza che contengono tra i principi attivi dei composti molto interessanti. salvia sclarea 2salvia sclarea

 

Curiosità: Nota fin dall’antichità usata da Egizi e Greci; i Romani avevano addirittura un rituale per raccoglierla: le foglie dovevano essere raccolte a mano, a piedi scalzi e ben lavati, indossando una tunica bianca.

 

Dioscoride, medico greco del 1° secolo la consigliava da sola e mista ad altre erbe per curare l’asma e per disinfettare le infiammazioni orali e delle prime vie respiratorie ed anche : “ Il decottione dei rami e delle frondi fatto nel vino e lavando con esso spegne il prurito dei testicoli…”.

 

Avvertenza: La salvia nell’alimentazione deve essere usata con parsimonia poiché contiene tujone e canfora ed altre sostanze allucinogene ed in particolare è sconsigliata alle donne in gravidanza e in allattamento e controindicata nell’insufficienza renale.

 

Contiene: principi attivi, salvina e pirosalvina ( principi amari che agiscono sull’apparato gastro – intestinale); olio essenziale ( (tujone, cineolo, borneolo, linololo, beta-torpineolo e beta-coriofillene) proprietà antisettiche;

 

diterpene antiossidante e antinfiammatorio; triterpeni (amirina, betulina, acido crotegolico e acido 3-idrossi-ursolico); acidi fenolici (acido caffeicoo, acido rosmarinico, acido clorogenico, acido fenilico, stimolanti della secrezione biliare; flavonoidi (luteolina, salvigenina, genkwanina, isppidulina) con azione antiossidante ed estrogenica.

 

Proprietà: amaro-tonica, digestiva, antisettica, diuretica, balsamica, emmenogoga, spasmolitica, coleretica, ipoglicemica, estrogenica, trofica per il surrene.

 

Le specie S. splendens e S. miltioshiza sono usate in erboristeria per questi particolari principi attivi:

 

rosmadiele (inibitore della PCK);

 

acido litospermico (risultato inibitore di alcune tirosine chinosi e della proteina chinosi calcio-fosfolide dipendente (PCK);

 

miltirone (ortobenzochinone con azione antitumorale);

 

hassanano (diterpene-dione che blocca la lipossigenasi responsabile della sintesi dei dei leucotrieni) infiammazione ed asma;

 

nortanshinone (antinfiammatorio che inibisce la ciclossigenasi).

 

Usi: Infuso contro i dolori di stomaco: fare una miscela composta da: 25 gr di foglie di salvia, 20 gr di foglia di malva, 20 gr di semi di lino, 20 gr di semi di angelica.

 

In una tazza di acqua calda mettere un cucchiaio della miscela in infusione per 15 minuti e servire dopo i pasti principali.

 

In cucina: è usata principalmente per aromatizzare carni, pesci, sughi, legumi (fagioli, ceci, cicerchie) e paste.

 

Ottimo l’arrosto di agnellone o di castrato alla salvia e i ravioli o ravioloni conditi con parmigiano, burro e mazzetto di salvia.

 

Ottime anche le foglie di salvia fritte in pastella, descritti in altra parte.

 

In cosmetica: è usata per fissare i profumi.

 

Sono usate anche pomate e tinture per l’uso delle quali è sempre indispensabile il consiglio del medico farmacologo.

 

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